▌Viaggio a Copenhagen, Denmark.

Kærlighed, domenica 1 settembre 2013, 0 Commenti?


Mood
: ♥♥♥♥♥♥♡♡♡♡.
Music: Jimilian - Skuespil.
To do: Riorganizzazione pc.
Wish: Dormire questa notte.
Drink & food: Camomilla.
Today quote: "Septembre. Le mot est beau, avec sa longue traîne de sous-bois. Il a l’idée d’automne et la chaleur d’été. Il s’agit toujours de précipiter le cours des choses avant qu’elles ne vous devancent."
Hej Hej, finalmente ho riaperto i battenti! Sicuramente saranno passati più di due anni dall'ultimo blog che ho gestito e, tempo permettendo, cercherò di aggiornarlo ad intervalli regolari (sempre se l'imminente Università non mi porterà via troppo tempo!). Ebbene, ho finito il liceo nel frattempo; strano ma vero. La maturità è andata meglio di quanto io credessi (91 eheh) e, come regalo, ho ricevuto un'intera settimana di vacanza a Copenhagen con un'amica. Era ormai da troppo tempo che bramavo la Danimarca e perciò è bastato davvero poco per organizzare il tutto. Ovviamente questo post è dedicato al mio soggiorno nella capitale danese, quindi non inserirò ulteriori dettagli su cosa-stia-succedendo-a-Cruccolandia; quanto-sia-agitata-per-l'Università; quanto-sia-cambiato-tutto. Non vorrei neanche annoiarvi con i soliti live-journal "sono andata, ho fatto, ho mangiato, ho visitato" etc. -perché francamente neanche io ricordo bene che cosa abbia fatto sul serio-. Credo sia più "interessante" parlare della mia impressione della città, stile di vita, persone, mezzi, organizzazione & Co.


#Fact 01: The Green City: Quando su internet spulciate tra i diversi siti e leggete che Copenhagen è una delle città più ecologiche al mondo, ecco, credete alle parole di quei saggi blogger (?). Non ho mai visto un numero così impressionante di biciclette in vita mia: dalla famiglia che esce alla domenica, agli incontri tra amici; dai manager e uomini d'affari, ai semplici impiegati d'ufficio. Era un po' strano vedere questi uomini (vestito gessato e cappotto alla Burberry rigorosamente) scorrazzare con una bicicletta mentre parlavano con il loro iPhone 5. Le più ardine poi pedalavano con il tacco (non chiedetemi come sia umanamente possibile, ma le danesi possono) e calze velate. Il secondo mezzo di trasporto a Copenhagen sono i piedi: centinaia di persone vanno a piedi ogni giorno, ormai è una abitudine consolidata. Suppongo che l'inverno le cose siano più complesse, ma non ho intenzione di morire ibernata come durante il viaggio a Praga per scoprirlo. Autobus e treni sono sempre in orario (incredibile), puliti (utopia) e funzionanti (ciao Trenitalia). Un'altra usanza diffusa in tutta la Danimarca (ma in generale in tutti i paesi del Nord Europa) è la raccolta differenziata: a Copenhagen, se restituivi la semplice bottiglia di plastica al supermecato, potevi ricevere di nuovo le tue due corone di tasse (questo spiega perché tanti ''poveri'' raccolgono bottiglie per terra, quasi fosse un bene prezioso).
#Fact 02: Danish way to life: I danesi sono persone generalmente tranquille, disponibili, educate e gentili con i turisti. Ecco, nonostante siano quieti nell'arco dei giorni feriali, il week-end diventano dei festaioli di prima categoria (il risveglio ormonale?). Intendo dire, insomma, che è normale sentire una musica tamarra a tutto volume alle otto di mattina sotto il tuo Hotel o per le strade di Copenhagen. Gli eventi di certo non mancano e neanche la confusione il sabato: a noi è capitato il week-end del GayPride (mamma piango a quanti bei ragazzi gay c'erano) e la città era sommersa di piume rosa. La sera i concerti live all'aperto attirano le folle e si beve, si beve, si beve. E per bere non intendo una birretta, intendo litri e litri di birra (& Co), fino a quando non si reggono in piedi o cominciano a ballare in maniera frenetica, quasi in preda ad un attacco di epilessia. Nonostante ciò, non ho notato nessuno che si picchiava o insultava, come invece è da noi solito fare. Credo sia il loro modo di fare ''amicizia'' e ''nuovi incontri'', tralasciando la gente che tenta di abbordarti da un motoscafo nel quartiere di Christiania. Il resto della settimana lavorano-studiano-hanno sempre qualcosa da fare, perciò per loro sono molto importanti i momenti di svago con gli amici e la famiglia la domenica. Piccola chicca: i ragazzi danesi non sono molto espansivi a prima vista, anzi, potrebbero dare l'idea del ''bello e dannato/angelico", ma in realtà sono persone semplicissime con tanti quattrini in tasca (sigh)/ case bellissime (sigh sigh) e capelli biondo miele ( triplo sigh).
#Fact 03: Healthy food or not? Aspetto più critico del viaggio e mio tasto dolente da sempre: il cibo. Il fatto che abbia perso 1-2kg la dice lunga su cosa io NON abbia  mangiato, più che mangiato. In pratica si viveva di supermercato: yogurt ai frutti di bosco, marmellata ai mirtilli, pane conservato, fiocchi di latte, insalate pronte con gamberi e una pastina terribile, latte di soya e altra roba che, se devi viverci una settimana, hai gli incubi dalla fame. Ho notato però che c'erano quatità industriali di frutta e verdura che ti spacciavano ovunque, ma non avendo l'adorata pentola a pressione ho dovuto nutrirmi come un coniglio in cattività ( tutto crudo, crudo, crudo). I danesi sono anche amanti di succhi, frullati, acqua antiossidante, green tea, smoothie e quant'altro. Insomma, mica male, se solo avessimo avuto una cucina funzionante! Dimenticavo il pesce, ma purtroppo non sono riuscita ad assaggiarlo; anzi, a dirla tutto non ho assaggiato proprio un tubo di tipicamente danese :°D! Suppongo sia per la storia del burro, o forse no.
#Fact 04: Money honey: Naturalmente in Danimarca non si utilizza l'euro (ad eccezione di alcuni negozi di souvenir), bensì la corona danese. L'aspetto carino delle monetine (insomma, hanno un buco al centro!) però può ingannare: è tutto terribilmente caro per chi proviene dall'Italia. Per renderci conto, un panino oscilla dai 6 - 9 euro; un prazo di un solo primo o secondo + verdura 17 - 25 euro. Noi abbiamo risparmiato parecchio vivendo di supermercati e 7-Seven, ovvero una catena di supermecati-bar economica aperta 24 ore su 24 e diffusa in tutta la Danimarca. I prezzi del vestiario di certo non sono meglio, anzi, per non parlare poi dei souvenir ( 8 euro un portachiavi microscopico, ma d'altronde non si va tutti giorni a Copenhagen, no? ). Con questo non voglio di certo dire che non si possa vivere una vacanza tranquilla e, non dimentichiamolo, i prezzi saranno anche alti, ma i servizi in generale funzionano veramente. In compenso la corona danese è senz'altro vantaggiosa per chi percepisce uno stipendio in Danimarca, già.


Bene, credo che come post per ora possa bastare. Ora non mi resta che trascorrere le ultime settimane prima di cominciare l'Università, sperando di riprendere il mio solito ciclo del sonno ( vacanze: come distruggere l'organismo di Nicole in tre semplici passi ). See ya!

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